Newsletter

Resta aggiornato su tutte le ultime news, gli eventi e le attività di Caserta Kest'è

Ultimi articoli

, ,

LA STRANA “CONDANNA” CHE SEMBRA ESSERE ARRIVATA PRIMA DELLA FINE DELLA PARTITA.

Avatar Redazione
Home > Caserta > LA STRANA “CONDANNA” CHE SEMBRA ESSERE ARRIVATA PRIMA DELLA FINE DELLA PARTITA.

CHI HA GIÀ DECISO IL DESTINO DI EMILIANO CASALE?

C’è un dettaglio che continua a stonare. Anzi, più che stonare, urla.

Il racconto di Emiliano Casale va avanti e, ad ogni capitolo, lascia affiorare interrogativi che qualcuno preferirebbe restassero sepolti sotto la polvere del commissariamento del Comune di Caserta. Perché, quando si spengono i riflettori della propaganda e si entra nel retrobottega del potere, le scenografie cambiano. E spesso cambiano anche i protagonisti.

Per anni è stata servita una sola versione dei fatti. Una narrazione confezionata, impacchettata e distribuita come fosse l’unica possibile. Il pubblico ha applaudito, i commentatori hanno commentato e la macchina del consenso ha fatto il resto. Sipario.

Ma siamo proprio sicuri che il copione fosse quello giusto?

Le parole di Casale inquisito dall’ottima Francesca Nardi  in veste pungolatrice-giornalista, aprono squarci su una vicenda che, almeno sul piano politico e amministrativo, appare molto meno lineare di come è stata raccontata. Sul tavolo riaffiorano episodi, circostanze e passaggi che meritano ben altro approfondimento. Perché il dubbio è che qualcuno abbia lavorato con pazienza certosina per preparare il terreno, orientare il racconto e, soprattutto, avvelenare i pozzi dell’opinione pubblica.

Naturalmente saranno le autorità competenti a stabilire responsabilità e conseguenze definitive. Le indagini seguono il loro corso e nessuno può anticiparne gli esiti.

E allora ecco il punto.

Per quale motivo, mentre tutto è ancora formalmente aperto, su Emiliano Casale sembra gravare già una sorta di marchio indelebile?

L’incandidabilità per due consiliature viene ormai evocata come se fosse un fatto irreversibile, una sentenza scolpita nel marmo, quando invece l’intera vicenda non ha ancora esaurito il suo percorso.

Com’è possibile che, su una questione così delicata, i dubbi sembrino non avere diritto di cittadinanza?

Perché nessuno si interroga sugli “eppure”, sulle contraddizioni, sulle zone grigie? Perché il garantismo, tanto invocato quando fa comodo, improvvisamente scompare dal vocabolario?

La risposta, secondo molti, sarebbe semplice quanto inquietante: quando un provvedimento arriva dal Ministero dell’Interno, per qualcuno diventa automaticamente intoccabile. Fine della discussione. Cala il sipario. Guai a fare domande.

E invece le domande sono l’essenza della democrazia. afferma l’aspirante Sindaco Guerriero

Perché una cosa è il commissariamento di un ente. Altra cosa è trasformare una misura amministrativa in una sorta di ergastolo politico preventivo.

La storia insegna che le verità confezionate in fretta spesso invecchiano male. E che le narrazioni costruite per mettere all’angolo qualcuno finiscono, prima o poi, per fare i conti con i fatti.

Nel frattempo, a Caserta, resta una domanda che continua a rimbalzare da un corridoio all’altro, tra palazzi e salotti: chi ha davvero scritto il copione? E soprattutto, chi aveva tanta fretta di arrivare ai titoli di coda?

 
   
Avatar Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *