L’aspirante Sindaco Guerriero: «Niente magie, niente promesse. Prima si rimette in piedi la macchina comunale»
La relazione del Ministero dell’Interno sulla situazione organizzativa e finanziaria del Comune di Caserta sembra scritta apposta per rovinare la festa a chi pensa di conquistare Palazzo Castropignano con il solito catalogo di promesse elettorali.
Altro che libro dei sogni. Qui il libro è quello dei conti.
Chi si candiderà a fare il sindaco nei prossimi cinque anni dovrà mettere in conto una cosa molto semplice: Caserta non è un Comune da amministrare con i pennarelli colorati, i rendering e gli annunci su Facebook. È un Comune da riabilitare.
La macchina amministrativa è passata da oltre 500 dipendenti nel 2016 a meno di 200. Forse 500 erano troppi. Ma meno di 200 per un capoluogo di oltre 70mila abitanti significa una cosa sola: una macchina che procede con il freno a mano tirato.
E quando mancano le persone, non basta digitalizzare un modulo per fare miracoli.
Servono tecnici, funzionari, vigili, competenze, organizzazione. Servono persone capaci di trasformare un problema in una pratica e una pratica in una soluzione. Altrimenti anche la migliore strategia resta chiusa in un cassetto.
Poi arrivano i tributi.
Qui il quadro diventa ancora più indigesto: una città economicamente fragile, una capacità di riscossione che storicamente ha mostrato falle enormi e una massa passiva che, secondo i dati richiamati nella relazione, arriva a cifre da capogiro.
Circa 252 milioni di euro di istanze per l’ammissione alla massa passiva.
Numeri davanti ai quali anche Mago Merlino probabilmente consegnerebbe la bacchetta e chiederebbe il trasferimento.
E allora basta con la politica del solito «faremo».
Perché in una situazione del genere promettere grandi opere, grandi rivoluzioni e grandi miracoli finanziari senza spiegare chi paga, con quali soldi e con quale struttura amministrativa non è politica: è puro cabaret.
GUERRIERO: PRIMA LA NORMALITÀ, POI CI ATTREZZIAMO PER I MIRACOLI
Ciro Guerriero parte da un principio opposto: non vendere illusioni ai casertani.
«Io non prometto i lieto fine. Prometto battaglia».
La priorità sarà una sola: riportare il Comune alla normalità.
E per farlo occorrerà lavorare su cinque fronti:
1. RIMETTERE IN PIEDI LA MACCHINA COMUNALE.
Riorganizzare gli uffici, eliminare sovrapposizioni, valorizzare il personale esistente, utilizzare mobilità e concorsi dove consentiti e soprattutto mettere ogni dipendente nella condizione di sapere cosa deve fare e in quanto tempo.
2. INCASSARE QUELLO CHE È DOVUTO.
Non aumentare indiscriminatamente le tasse ai cittadini che già pagano. Prima bisogna combattere evasione, elusione e mancata riscossione. Chi può pagare deve pagare. Chi è realmente in difficoltà va aiutato.
3. ZERO PROGETTI FARAONICI SENZA COPERTURA.
Prima manutenzione, sicurezza, pulizia, verde, strade, illuminazione, scuole e servizi essenziali. Le grandi opere vengono dopo. E soltanto quando esistono risorse certe.
4. OGNI EURO DEVE AVERE UN NOME E UN OBIETTIVO.
Bilancio leggibile, spesa monitorata, fondi europei e PNRR seguiti fino all’ultimo euro. Basta soldi persi per incapacità amministrativa o progetti rimasti nei cassetti.
5. UNA CITTÀ NON SI GOVERNA DA PALAZZO CASTROPIGNANO.
Il sindaco deve stare in strada. Nei quartieri. Con commercianti, cittadini, associazioni e forze dell’ordine. Deve vedere i problemi prima che diventino emergenze.
E LE IDEE A COSTO ZERO?
Saranno probabilmente quelle più importanti.
Perché quando le casse sono vuote non significa che debbano essere vuote anche le idee.
Più collaborazione con associazioni e categorie produttive. Più controllo del territorio. Più collaborazione istituzionale. Più volontariato organizzato. Più trasparenza. Più pressione sulle amministrazioni sovraordinate per ottenere risorse. Meno consulenze inutili. Meno passerelle. Meno propaganda.
E soprattutto: nessuna promessa che non possa essere spiegata con un numero.
Caserta non ha bisogno del sindaco LA QUALUNQUE che racconta quanto sarà bella tra dieci anni.
Ha bisogno del sindaco Guerriero che domani mattina sappia dire da dove comincia, quanto costa e chi deve farlo.
Guerriero sindaco vuole giocarsela così: a muso duro.
Non contro i casertani, ma contro il muro di debiti, inefficienze, rassegnazione e burocrazia che negli anni ha trasformato la normalità in un’impresa.
Perché questa volta il vero programma elettorale potrebbe essere molto meno romantico dei soliti manifesti:
NON PROMETTERE L’IMPOSSIBILE.
FARE IL POSSIBILE.
FARLO BENE.
E FARLO SUBITO.
Il resto, a Caserta, può aspettare.
Prima bisogna rimettere in piedi la città. Poi si potrà tornare a sognare.













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