IL PALAZZO STORICO È STATO VENDUTO, ARRIVANO GLI OPERAI . MA SUL CANTIERE, ALMENO A QUANTO RISULTA, NON SI VEDE IL CARTELLO. E PER SAPERE COSA STIA SUCCEDENDO BISOGNA FARE I DETECTIVE
CASERTA – C’era una volta il Palazzo dei Granili. Poi arrivò la Banca d’Italia. Oggi ci sono i privati e, soprattutto, ci sono i lavori.
Tutto regolare? È esattamente quello che la città vorrebbe sapere.
Lo storico edificio dell’ex Banca d’Italia, nel cuore di Caserta, tra piazza Vanvitelli e corso Giannone, è uno di quei pezzi di città che raccontano la storia del capoluogo: origini seicentesche, destinazione comunale, poi sede della Banca Nazionale nel Regno d’Italia e infine della Banca d’Italia, fino alla dismissione del 2015.
Un pezzo di memoria cittadina.
Peccato che, almeno sul piano della tutela storico-architettonica, la situazione sembri molto meno solida di quanto ci si aspetterebbe per un edificio di questa importanza.
E qui comincia il film.
13 agosto. Pieno agosto.
Mentre il “Generale Agosto” mette in ferie buona parte della Pubblica Amministrazione, qualcuno forse lavora.
Dalle finestre del piano terra sarebbero state rimosse inferriate, davanzali e parapetti. I vani sono stati chiusi con tavolati a tutta altezza. Dentro si sentono operai, attrezzi, rumori di cantiere.
Che cosa si sta facendo?
Bella domanda.
Perché il cittadino normale, quello che paga tasse e pretende semplicemente di sapere cosa succede nella propria città, dovrebbe poterlo scoprire facilmente.
Magari guardando il cartello di cantiere.
Già.
Dov’è?
E se il cartello non è visibile, resta sempre l’Albo Pretorio.
Almeno in teoria.
Perché quello del Comune di Caserta, quando si tratta di andare a caccia di informazioni urbanistiche, rischia di trasformarsi in una specie di escape room amministrativa: entri, cerchi, clicchi, imprechi e alla fine non sai ancora cosa stai cercando.
E allora la domanda diventa inevitabile:
quale intervento è in corso nell’ex Banca d’Italia? Chi lo ha autorizzato? Con quale titolo edilizio? Qual è il progetto? Quali prescrizioni sono state imposte? E soprattutto: quali tutele sono state previste per un edificio che appartiene alla memoria storica della città?
Domande semplici.
Risposte, possibilmente, altrettanto semplici.
Perché la trasparenza amministrativa non dovrebbe andare in ferie a Ferragosto.
E soprattutto non dovrebbe essere necessario chiamare Sherlock Holmes per capire cosa stia accadendo dietro un tavolato.
GUERRIERO: “A CASERTA NON VOGLIAMO PIÙ CANTIERI MISTERIOSI”
Interviene il candidato sindaco Ciro Guerriero, che mette il tema sul tavolo senza giri di parole:
“Un edificio storico nel cuore di Caserta non può diventare un affare privato che la città scopre soltanto quando sente il rumore dei trapani. Se i lavori sono regolari, qualcuno lo spieghi chiaramente. Se ci sono autorizzazioni, vengano pubblicate e rese facilmente consultabili. Se esistono vincoli o prescrizioni, i cittadini devono poterli conoscere.”
Guerriero punta soprattutto sulla trasparenza:
“Il problema non è soltanto quello che si sta facendo nell’ex Banca d’Italia. Il problema è il metodo. Un’amministrazione seria deve mettere il cittadino nelle condizioni di sapere cosa succede sul proprio territorio. Non può essere sempre una caccia al tesoro tra Albo Pretorio, uffici e documenti difficili da reperire.”
E poi l’affondo:
“Caserta ha già pagato un prezzo troppo alto per l’incuria, la disattenzione e la mancata valorizzazione del proprio patrimonio. Non possiamo permetterci altri casi come quello di Palazzo Tarantini. La tutela del patrimonio storico non può essere una faccenda da ricordare quando ormai è troppo tardi.”
Infine la richiesta:
“Chiedo alla Commissione Straordinaria e agli uffici competenti di rendere immediatamente accessibili tutti gli atti relativi ai lavori dell’ex Banca d’Italia: autorizzazioni, progetto, eventuali pareri della Soprintendenza, titolo edilizio e prescrizioni. Non c’è nulla da nascondere quando tutto è in regola. Anzi, la trasparenza dovrebbe essere la prima garanzia per tutti: cittadini, proprietari e istituzioni.”
IL “GENERALE AGOSTO” RINGRAZIA
E così, mentre Caserta si prepara a ferragosto, l’ex Banca d’Italia continua a raccontare una storia tutta casertana:
un palazzo storico, un cantiere, qualche domanda e una montagna di mistero burocratico.
La città chiede semplicemente di sapere.
Cosa si sta facendo?
Con quali autorizzazioni?
E chi sta controllando?
Perché agosto sarà pure agosto.
Ma la trasparenza non dovrebbe avere le ferie pagate.














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