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Basta scavare un po’ e salta fuori un bel sassolino: la cava, le carte e le ombre che tornano dal passato

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A Caserta sembra valere una regola non scritta: ogni volta che qualcuno decide di andare un po’ oltre la superficie, emerge un nuovo livello di domande.Anche per questo è sgadita dal malaffare la candidatura di Guerriero a Sindaco

E così, mentre la città prova ancora a metabolizzare gli effetti politici e amministrativi degli ultimi anni, un nuovo filone d’indagine riporta attenzione su una stagione che continua a produrre strascichi.

Nelle scorse ore l’ex sindaco Carlo Marino e l’imprenditore Antonio Luserta hanno ricevuto una perquisizione eseguita dalla polizia giudiziaria su delega della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Un atto investigativo che, è bene ricordarlo, non equivale a un’accusa né anticipa responsabilità, ma segnala l’esistenza di approfondimenti in corso.

Il fascicolo riguarderebbe la vicenda delle autorizzazioni collegate alle attività della cava di Centurano, nota come Cava Santa Lucia, già finita sotto sequestro nei mesi scorsi.

Ed è qui che il racconto smette di essere tecnico.

Perché quando si parla di autorizzazioni, procedimenti e atti amministrativi, inevitabilmente si apre una domanda politica prima ancora che giudiziaria: chi ha deciso cosa, in quale contesto e con quali verifiche?

Secondo l’impostazione investigativa resa nota nei mesi scorsi, quello che veniva presentato come un intervento di riqualificazione ambientale sarebbe stato utilizzato in modo difforme rispetto alle finalità dichiarate. Saranno gli accertamenti a chiarire ruoli, responsabilità e contorni.

Nel frattempo resta una considerazione che a Caserta torna spesso.

Ogni nuova inchiesta sembra raccontare una città dove, più che grandi colpi di scena, emergono livelli successivi di una stessa storia amministrativa ancora tutta da leggere.

E allora il punto non è anticipare sentenze o costruire processi paralleli.

Il punto è un altro: capire se si sia trattato di singoli episodi scollegati o del sintomo di un metodo amministrativo che oggi viene riletto con occhi diversi.

Perché le inchieste passano nelle aule giudiziarie.

Ma le domande politiche, prima o poi, restano sempre in città.

 
   
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