Campania: Allarme viadotti, c’è un solo tecnico ogni cento ponti

Il recente crollo del viadotto sulla A6 Torino-Savona e la voragine sulla A21 Torino-Piacenza (per fortuna senza gravi conseguenze) hanno riacceso i riflettori sullo stato dei viadotti in Italia, soprattutto in caso di maltempo. Nella lista dei viadotti che “necessitano di interventi urgenti in quanto già soggetti la limitazione del transito o della portata”, secondo quanto ha denunciato l’Unione delle province italiane, ve ne sono anche alcuni campani (circa 1900 in tutta Italia).

Infatti,  in Campania le opere con “priorità 1”, cioè di sicuro in condizioni critiche, sono 171 su un totale di 512 interventi necessari, e ci sono altre 1.390 opere che dovrebbero essere monitorate. Una situazione che a livello regionale non è affatto facile, specialmente per la mancanza di tecnici.

La Provincia di Salerno è nelle condizioni più critiche. Antonio Rescigno, sindaco di Bracigliano, per una catena di eventi legati alla cancellazione rimasta a metà delle Province, si trova a gestire oltre la metà delle strade provinciali della Campania (2.700 chilometri su 5.200). Dopo i tagli al personale dovuti prima alla riforma Delrio e poi ai prepensionamenti, Rescigno può contare solo su otto tecnici, ovvero uno ogni 300 chilometri: insomma, uno ogni cento ponti.

La Provincia di Caserta (1.443 chilometri di strade) è finita in dissesto nel 2015 e in quattro anni è passata da 1.000 a 285 addetti per tutte le funzioni. Mentre in Provincia di Avellino (1.596 chilometri di strade da monitorare) il consigliere delegato Franco Di Cecilia riunirà l’unico dirigente alla viabilità insieme ai quattro tecnici di prima fascia rimasti per mettere a punto il piano antineve. In Provincia di Benevento (1.245 chilometri di strade gestite) Salvatore Minicozzi, responsabile del servizio Viabilità, dopo la caduta di alcuni massi il 5 novembre sulla strada Cerreto-Cusano Mutri non si è limitato a chiudere l’arteria ma è andato sul posto a cercare di capire.

Riguardo la Città Metropolitana di Napoli, i chilometri gestiti si sono ridotti negli ultimi due anni da 800 a 650 perché alcuni assi stradali sono passati all’Anas. Il monitoraggio è affidato a dieci mini-squadre composte da un ingegnere (o un architetto) e un geometra, per cui ogni squadra deve controllare 65 chilometri.

Il consigliere delegato della Città metropolitana, Raffaele Cacciapuoti, ha appena ottenuto un finanziamento da 17 milioni da assegnare con una gara per un piano straordinario di monitoraggio, prima visivo e poi se necessario strumentale, degli oltre 200 ponti del territorio. Al momento la situazione più critica c’è sui viadotti della ex Statale 87 a Sud di Frattamaggiore, dove la caduta di alcuni bulloni ha fatto scattare l’allarme. La strada è stata ridotta da due a una carreggiata, con un limite di peso per i camion.