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Iatropolis : siamo attrezzati a conservare sia il tessuto ovarico che quello testicolare

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CASERTA – Il responsabile di Genesis day surgery Iatropolis Caserta, Raffele Ferraro ha lanciato un messaggio «Conservare i propri gameti per assicurarsi la fertilità negli anni futuri». chiaro e preciso, ieri pomeriggio, insieme al responsabile del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli Riccardo Talevi, ha presentato del convegno che si terrà al Belvedere di San Leucio, oggi e domani, dal titolo «Pma: 25 anni dopo la prima procedura Icsi». Si tratta di un momento di confronto tra tante personalità medico-scientifiche riguardo l’applicazione delle tecniche di fertilizzazione e la procreazione medicalmente assistita.

Quest’anno «l’incontro è a Caserta e parteciperanno tanti medici provenienti da molte parti del mondo ha spiegato Ferraro -. Noi, qui, alla Iatropolis,siamo attrezzati a conservare sia il tessuto ovarico che quello testicolare». Problema principale, «è quello di sensibilizzare ragazze e ragazzi a conservare in tempo opportuno i propri gameti – ha aggiunto Ferraro -. Abbiamo fatto una promozione in questo senso alla Iatropolis, dove gratuitamente i giovani potevano conservare i propri gameti. A malincuore devo dire che in pochi sono stati sensibili all’offerta». Un discorso quello della fertilità che sembra ancora ad avere problemi nell’insediarsi nella mentalità delle persone. Eppure, «la Pma (la procreazione medicalmente assistita) ora è stata inserita nei Lea – ha detto Riccardo Talevi, a margine della presentazione di ieri pomeriggio -. Ancora però non è stata disciplinata la materia, anche se in Campania ci sono molti ottimi centri che si occupano di questo».

Le hub di riferimento regionale sono il Policlinico di Napoli e l’ospedale di Avellino. «Con l’incontro organizzato dalla clinica Iatropolis, vogliamo analizzare la possibilità per un ulteriore avanzamento sia a livello tecnologico che a livello di ricerca», spiega il responsabile del dipartimento di Biologia della Federeico II, che fa anche parte di una commissione regionale (Tavolo tecnico per la Pma). «Sono tanti i nodi da dover affrontare – è intervenuto Jean Marie Wenger, chirurgo in ginecologia di Ginevra, venuto a Caserta per l’incontro organizzato dalla clinica Iatropolis – È importante che tante professionalità si confrontino. Resta il problema della divulgazione sulla fertilità e sulla necessità di conservare i propri gameti. Anche a Ginevra abbiamo lo stesso problema: sarebbe opportuna una strategia condivisa per invitare alla conservazione».

L’assise di studio che verrà aperta oggi alle 13.30 dalla presidente dell’ordine dei Medici di Caserta Erminia Bottiglieri e dal presidente dell’ordine nazionale dei Biologi Ermanno Calcatelli, vedrà come relatori molti medici provenienti non solo da altre realtà nazionali, ma anche internazionali. Tra questi, Yves Menezo, pionere nelle colture embrionali, e lo specialista indiano Satish Adiga (presente alla conferenza di ieri pomeriggio), Richard Anderson di Edimburgo, lo svizzero Jean Marie Wenger. Con loro, gli italiani Gerardo Catapano dell’università della Calabria, Gianni Baldini e Csilla Krausz dell’università di Firenze e molti altri esperti di fertilità ed embriologia da centri italiani, quali Roma e Chieti.

 Queste le parole del Pres. Ordine dei Medici Erminia Bottiglieri: ”Ci ho tenuto ad essere presente e rispondere all’invito al gentile invito del dottore Ferraro, che  ha portato  personaggi e medici di caratura internazionale, vedo che c’è anche qualche italiano emigrato all’estero e questo ci fa piacere accoglierlo in questa splendida cornice, ma su una problematica importante è molto attuale ovviamente quella che la procreazione medicalmente assistita.

Si parlerà di una tecnica in particolare, però il problema esiste ‘problema’ in che senso, che purtroppo, oggi giovani si sposano molto più tardi per tanti motivi che non sto qui ad elencare e quindi sia per motivi fisiologici perché quindi ci si avvia ad affrontare la genitorialità in un’età un po’ più avanzata sia forse anche per motivi non fisiologici ma ambientali e alimentari il problema di non riuscire ad avere figli esiste, ed è e quindi che ben vengano delle strutture molto ben organizzate per questo ci tengo a sottolineare non si può affidare alla sensibilità del singola prima ci vogliono delle strutture importanti che possono portare avanti questi discorsi.”

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