Altro che scuola: al Liceo Manzoni va in scena il “restart” ufficiale. Dopo due anni di aule sparse qua e là, turni e incastri da Tetris, arriva la riconsegna degli spazi ristrutturati. Sipario sulle succursali: da settembre tutti di nuovo in via De Gasperi.
Alla cerimonia il presidente della Provincia Anacleto Colombiano e la preside Adele Vairo celebrano la fine della “traversata nel deserto”.
Tradotto: didattica finalmente normalizzata.
Dietro le quinte, un intervento da circa 3 milioni di euro (Pnrr). Non il solito maquillage: qui si parla di esoscheletri in acciaio piazzati all’esterno dell’edificio per renderlo più resistente ai terremoti. Una specie di armatura antisismica per il liceo.
Dentro, restyling completo:
– 34 aule rifatte
– impianti nuovi
– cappotto termico
– servizi igienici rinnovati
E fuori, ciliegina sportiva: pista di atletica e area ginnica per completare il campus versione “college all’americana”.
La preside Vairo gongola: «Dopo due anni restituiamo alla città una scuola sicura e riqualificata». E rilancia: il Manzoni come “cittadella-campus”, non solo scuola ma presidio culturale.
Intanto studenti, famiglie e prof archiviano la stagione delle sedi distaccate (con ringraziamenti di rito al Buonarroti che ha fatto da “albergo scolastico”).
Morale: finisce l’era delle lezioni a metà e dei traslochi continui. Parte quella del Manzoni 2.0.
Con una certezza: stavolta, tra cappotto termico ed esoscheletro, la scuola è pronta a reggere… anche le scosse.














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