A Caserta la mobilità urbana è diventata una specie di grande riforma permanente: si annuncia il futuro, si disegna il presente… e nel mezzo restano i commercianti. Quelli veri, con la serranda da alzare ogni mattina e la cassa da chiudere la sera.
Il copione è ormai noto: parcheggi assenti o insufficienti, traffico sempre più selettivo, accessibilità ridotta. E adesso, in più, anche nuovi cordoli e piste ciclabili che ridisegnano le principali arterie cittadine. Una trasformazione urbana che, secondo molti operatori, sta producendo un effetto collaterale tutt’altro che secondario: l’isolamento progressivo delle attività commerciali.
«Così si muore lentamente – raccontano alcuni esercenti – senza parcheggi e con barriere davanti ai negozi, la gente non si ferma. Non è ideologia, è matematica: meno accesso, meno clienti».
Nel mirino finiscono soprattutto i cordoli installati per delimitare le piste ciclabili, percepiti da una parte del tessuto commerciale come una cesura fisica tra strada e attività. Un dettaglio tecnico per gli uffici, una barriera concreta per chi vive di sosta breve e passaggio continuo.
Il risultato è un paradosso sempre più evidente: mentre si parla di città moderna, sostenibile e europea, una parte del commercio denuncia di essere rimasta intrappolata in una città dove fermarsi è diventato difficile, e arrivarci ancora di più.
Sul fondo resta il tema mai risolto della sosta: pochi stalli, poca rotazione, nessuna vera strategia di interscambio. E soprattutto una sensazione diffusa: che ogni intervento sulla viabilità venga deciso senza un vero confronto con chi, sulla strada, ci lavora ogni giorno.
Nel mezzo, un dibattito che si ripete identico da anni. Da una parte chi difende la linea della riqualificazione urbana e della riduzione dell’auto nei centri cittadini. Dall’altra chi vede in questa impostazione un progressivo svuotamento economico delle aree commerciali.
E mentre le posizioni si irrigidiscono, il rischio è sempre lo stesso: una città che si progetta sulla carta e si svuota nella realtà.
LA PROPOSTA DEL CANDIDATO SINDACO “GUERRIERO”
Nel quadro di questa frattura, il candidato sindaco Guerriero propone una svolta netta: niente guerra ideologica tra auto e riqualificazione, ma una “città accessibile o non è una città”.
La sua ricetta si basa su tre punti chiave:
- Sosta di prossimità intelligente: stalli brevi (15–30 minuti) davanti alle aree commerciali e rotazione reale dei parcheggi;
- Revisione dei tratti ciclabili nei poli commerciali, con soluzioni più flessibili (varchi, attraversamenti frequenti, riduzione dei cordoli continui dove penalizzano le attività);
- Piano parcheggi + navette nei giorni di eventi, per collegare aree esterne e centro evitando il blocco totale della viabilità.
«La sostenibilità non può diventare un alibi per desertificare il commercio – sostiene Guerriero – serve equilibrio: se una città non è raggiungibile, non è moderna, è semplicemente vuota».
Una posizione che punta a riaprire il confronto: non cancellare la riqualificazione, ma riportarla dentro una cornice di accessibilità economica e sociale.
Perché a Caserta, alla fine, la domanda resta sempre la stessa: si sta costruendo una città per vivere… o una città solo da attraversare?














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