CASERTA – Quarant’anni per una bretella. No, non è una barzelletta sulla burocrazia italiana, ma la saga infinita della “Variante di piazza della Seta”, la strada pensata per liberare San Leucio dal traffico pesante e diventata nel tempo una sorta di romanzo amministrativo a puntate.
L’ultimo capitolo arriva il 13 marzo, quando dal Comune parte il via libera allo svincolo delle somme accantonate per le indennità di esproprio dei terreni necessari all’opera. Tradotto: i soldi, parcheggiati da anni nei caveau della Ragioneria territoriale dello Stato, possono finalmente uscire dal congelatore per essere girati alla società proprietaria delle aree.
La storia, però, è lunga. Tutto parte nel febbraio 2020, quando il Comune decide l’occupazione d’urgenza di circa 960 metri quadrati di terreno indispensabili per completare il tracciato della nuova infrastruttura. Da lì in poi, come da copione italico, si apre il valzer di atti, stime, verifiche e passaggi tecnici.
Nel 2022 le somme per l’indennità finiscono in deposito presso il Ministero dell’Economia, tramite la Ragioneria territoriale dello Stato di Napoli. Poi, nel maggio 2024, arriva l’accordo di cessione volontaria: la società proprietaria accetta di cedere oltre duemila metri quadrati di terreno in cambio di 117.613,83 euro. A settembre dello stesso anno il cerchio si chiude con il decreto definitivo di esproprio, che trasferisce formalmente le aree al patrimonio comunale.
Il tutto per una strada che dovrebbe semplicemente spostare i camion dalla strada comunale che collega San Leucio a Vaccheria, un tratto che attraversa un contesto urbano e storico delicatissimo. Da anni i residenti lamentano vibrazioni, rumori e crepe nei palazzi più antichi: ogni passaggio dei mezzi pesanti è come una piccola scossa tellurica in salsa casertana.
Nel frattempo il cantiere ha collezionato di tutto: rallentamenti burocratici, reperti archeologici spuntati durante gli scavi e perfino una linea di illuminazione pubblica da spostare che resisteva lungo il tracciato come un guardiano ostinato.
Ora, con espropri chiusi e aree definitivamente acquisite, l’impresa potrà intervenire anche sulle ultime grane tecniche, come lo smaltimento delle acque emerse durante i lavori.
Morale della favola: la bretella di San Leucio sembra finalmente avviarsi verso il traguardo finale. Dopo quattro decenni di carte, timbri e ruspe a singhiozzo, l’infrastruttura che doveva essere una semplice deviazione stradale è diventata una piccola epopea amministrativa.Il candidato Guerriero sussurra: ‘quando sarà inaugurata, quasi quasi meriterà una targa commemorativa‘














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