A Santa Maria Capua Vetere basta una passeggiata in villa comunale per trasformare la serata in un incubo.
Domenica sera, poco prima delle 21, una ragazzina di appena 12 anni sarebbe stata circondata da un gruppo di giovani stranieri ospiti di una comunità del territorio. Attimi di paura, urla, panico. Tanto che sul posto sono dovuti intervenire Polizia di Stato, Polizia Municipale e sanitari del 118.
La giovane sarebbe stata soccorsa in evidente stato di shock. E, secondo quanto trapela, quel trauma non sarebbe ancora passato nemmeno a distanza di ore.
L’episodio riaccende una miccia che in città covava da tempo: sicurezza urbana, gestione delle comunità e controllo del territorio.
Perché a Santa Maria Capua Vetere il problema non nasce ieri sera.
Da mesi residenti e commercianti denunciano tensioni continue, episodi di degrado, risse, aggressioni e scene di caos urbano in diverse zone sensibili della città. E più volte al centro delle cronache sono finiti gruppi di giovani ospitati nelle strutture di accoglienza presenti sul territorio.
Il punto che molti cittadini pongono è semplice quanto scomodo: chi controlla davvero questi ragazzi?
Domanda che inevitabilmente chiama in causa cooperative, tutori, assistenti sociali e tutto il sistema di gestione dei minori stranieri accolti nelle comunità locali. Perché se l’accoglienza diventa assenza di controllo, il rischio è che a pagare siano i cittadini e soprattutto i più giovani.
E mentre il dibattito politico resta impantanato tra slogan sull’inclusione e accuse di allarmismo, la percezione in città è che alcune aree siano ormai fuori controllo.
Non a caso il riferimento corre subito a piazza Mazzini, diventata negli ultimi mesi il teatro di risse e disordini quasi seriali. Un dettaglio che a Santa Maria fa sorridere amaramente molti residenti: tutto questo accade praticamente sotto il balcone dell’abitazione del sindaco Antonio Mirra.
E intanto resta una domanda che in città si fanno sempre più persone: bisogna aspettare la tragedia prima che qualcuno decida di intervenire davvero?















Lascia un commento