A Caserta purtroppo succede anche questo: per esercitare un diritto garantito dalla Costituzione, i cittadini del quartiere Acquaviva devono trasformarsi in maratoneti. Il motivo? Lo spostamento delle sezioni elettorali 24, 25, 26 e 27 dalla scuola “G. Ruggiero” di via Trento ai locali del Liceo Artistico in via Melvin Jones, nell’area Saint Gobain.
Tradotto: oltre due chilometri di distanza per andare a votare. Un dettaglio che forse nei palazzi non pesa, ma che per anziani, persone con difficoltà motorie e cittadini senza mezzi diventa un vero e proprio ostacolo.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disagio, rabbia e il rischio concreto che qualcuno rinunci al voto. E poi ci si stupisce se cresce l’astensionismo.
A raccogliere le proteste dei residenti è stato il’aspirante candidato sindaco Guerriero con un gruppo che vive il quartiere ogni giorno. Guerriero e i suoi collaboratori hanno ascoltato i cittadini, documentato le criticità e portato alla luce un problema che non può essere liquidato come una semplice scelta logistica.
Sulla base di questo lavoro, il candidato sindaco Guerriero fa una richiesta chiara: rivedere immediatamente la collocazione dei seggi.
La proposta è semplice e concreta: riportare le sezioni nel quartiere, individuando sedi più vicine come il plesso di via Montale (I.C. III Circolo) o, in alternativa, la struttura di via Barducci.
Soluzioni di buon senso che garantirebbero prossimità ai cittadini, minori costi e nessun impatto sulle attività scolastiche.
Perché la domanda resta una sola: possibile che in una città come Caserta non si riesca a organizzare dei seggi senza costringere i cittadini a fare chilometri?
La palla ora passa alla Commissione Straordinaria. I residenti del quartiere Acquaviva aspettano risposte, non silenzi.
Perché il diritto di voto, prima ancora di essere celebrato nei discorsi ufficiali, va reso semplicemente accessibile.















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