Comandante Alfa: ‘Non chiamatela emergenza, questa è una guerra’.

Il nemico è subdolo, invisibile, sconosciuto.

Palermo, 21 mar. 20 – Ma dove sono finiti quelli che evocavano le gesta eroiche dei partigiani? Quelli che parlavano dalle piazze del Paese con la pretesa di liberarlo da una sedicente dittatura? Da un nemico immaginario. A domandarselo è il comandante Alfa, 47 anni di servizio da carabiniere e una croce d’oro al merito. È lui che nel 1978 ha fondato il Gruppo Intervento Speciale (Gis).

Sul banco degli imputati c’è chi predica accoglienza, solidarietà e umanitarismo. Gli stessi che oggi vivono da imboscati nelle quattro mura domestiche.

“Dove siete tutti voi politici salvatori del popolo, dove siete nascosti, con i vostri sorrisi, i proclami e i video ipocriti e inopportuni. Dove sono le signore con le gambe accavallate che spopolavano in tv difendendo o attaccando a destra e a manca? Dove siete voi che salendo sulle navi pirata avete incensato e legittimato l’aggressione ai nostri militari della Guardia di Finanza. Dove sono le sardine e i centri sociali sempre pronti a scendere in piazza contro e mai per?”.

È a loro che il comandante intima: “Prendete le vostre mascherine, mettetevi una tuta da palombaro e correte a supportare e portare vicinanza ai soldati in prima linea. Sanitari, militari, autotrasportatori, operatori del commercio, volontari e tanti altri che rischiano la vita per tutti noi e anche per voi”.

 “Schierate l’esercito, istituite il coprifuoco, chiudete i confini, i porti, sigillate il nostro paese all’Europa che ci ha lasciati soli e che ci ha presi in giro senza che nessuno dei nostri governati ci abbia difesi”. Il fondatore dei reparti d’élite dell’Arma è un fiume in piena. Mette nel mirino chi ci governa: “Siamo rappresentati da un ex partecipante al Grande Fratello? Questo è quello che meritiamo? No, chiedete unità e cantate l’inno di Mameli ma non ne siete degni. Il popolo lo canta per farsi forza, per sentirsi unito e con un’identità, voi per mettervi in mostra. Un premier non eletto che si presenta con la bandiera europea in bella vista e non con il tricolore per il quale tanto sangue è stato versato dai nostri padri mi strazia”.

Parole “Gravissime e inaudite e che condanno con tutta forza, pur se pronunciate da chi è in congedo da anni. Le Forze Armate sono presidio a servizio del Paese e delle sue istituzioni democratiche. Come anche in questa emergenza stanno dimostrando”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini replica al Comandante Alfa, nome in codice per nascondere la sua vera identità,  “Non posso più tacere, la rabbia e il dolore sono forti e non voglio e non devo più contenerli. Siamo un paese in emergenza, in guerra – ha detto – Sì in guerra, i decreti non servono più a nulla, sono confusi, servono a indebolirci e non a rinforzarci. Sono pallottole al sale quando metaforicamente servirebbero quelle vere”.