A Caserta è bastata una segnalazione al 118 e la serata tranquilla si trasforma in un’altra storia di strada, coltello e degrado urbano. Tutto parte da un uomo ferito segnalato dai sanitari. Nel giro di pochi minuti arrivano i militari della Arma dei Carabinieri e la situazione prende una piega ben diversa da una semplice richiesta di soccorso.
Siamo nei pressi di Piazza Sant’Anna. Qui, nella tarda serata del 24 aprile, un 22enne di nazionalità somala, senza fissa dimora, viene colpito con un coltello durante una lite. Secondo la ricostruzione fatta nell’immediatezza dai carabinieri della Sezione Radiomobile, tutto sarebbe nato per motivi banali, degenerati in pochi istanti.
L’aggressore viene individuato poco distante: un 57enne senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine. Quando i militari lo fermano, ha ancora con sé l’arma: un coltello da cucina lungo circa 20 centimetri, subito sequestrato.
La vittima, nonostante le ferite – fortunatamente giudicate lievi – rifiuta le cure mediche, mentre per l’aggressore scattano le manette. Le accuse sono pesanti: lesioni personali aggravate, porto di oggetti atti ad offendere e violazione del cosiddetto Daspo urbano, misura a cui l’uomo era già sottoposto.
Dopo le formalità di rito, il 57enne è stato trasferito nella casa circondariale di Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La vicenda finisce inevitabilmente anche nel dibattito politico cittadino. Il candidato sindaco Ciro Guerriero interviene con parole dure:
“Queste scene non possono diventare normalità nel centro di Caserta. Il problema del disagio sociale e delle persone senza fissa dimora va affrontato seriamente, con politiche di sicurezza ma anche con interventi sociali concreti. Non si può lasciare la città nell’improvvisazione. Lo straniero ci ha già invaso, è quello dei porti aperti e che purtroppo molto frequentemente stupra, ruba e rapina e che vuole imporre la sua cultura alla nostra. Ci chiamano e vi chiamano estremisti, e ce ne freghiamo se ci chiamano estremisti.Ci chiamano estremisti perché diciamo che chi entra illegalmente nei nostri confini deve essere rispedito a casa, o che chi delinque e non rispetta le leggi deve finire in galera. E se non ci sono abbastanza posti, ne costruiremo altre di galere», ha aggiunto.Di certo avrò questa volta una vera destra, non quella molliccia, che scappa e nasconde i problemi ”.
Tradotto dal politichese: tra emergenza sociale, sicurezza urbana e campagna elettorale alle porte, ogni episodio di cronaca diventa subito terreno di scontro. E a Caserta, ormai, succede quasi ogni sera.















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